Questa trilogia di "Cose scritte altrove" è pensata per essere letta, oppure abbandonata, in sequenza. Il primo libretto dichiara "la voce" e gli interessi: se non vi è "risonanza" qui sarebbe assurdo comperare il successivo. Ma se il secondo viene anch'esso gradito, allora vi sono delle possibilità che piaccia, o si comprenda, anche il terzo, che tenta una sintesi su un diverso piano espressivo.
La raccolta e riorganizzazione dei frammenti, con creazione di alcune parti "ad hoc", è stata stimolata dal cinquantennale del terremoto in Friuli del 1976, che mi vide dodicenne nel cuore dell'evento, ma poi si è estesa lasciando il terremoto come uno dei temi centrali.
Un avviso: non si tratta di materiale "certificato" da alcun gruppo di "competenti". Conoscendo abbastanza bene le dinamiche culturali, per un lungo tentativo artistico nella parte centrale della mia esistenza, non mi ci sogno neppure a chiedere patenti, prefazioni, postfazioni a coloro che "amministrano", in lizza e complicità intrecciate, la "vita culturale" a loro stretto vantaggio ("let them shine first" ecc.). Tuttavia "life is not a spectator sport" diceva una vecchia pubblicità, e con loro grande scorno – affamati come sono di "fan" che non si facciano distogliere dalla creatività personale – risulta invece che svolgere una parte attiva, curare un output accanto all'input, è cosa estremamente divertente, purché non la si gravi di obiettivi clandestini. E dunque, alla Walt Whitman, celebro il mercato non culturale, che con strumenti gratis (Google Docs) e costi minimi (stampa on-demand di Amazon KDP) mi mette in mano degli oggetti fisici – il mitico "libro" – che ho trovato sensorialmente molto belli, specie la copertina rigida è un must.
L'AI non ha scritto una sola virgola di questi testi, però certamente mi ha interessato molte volte il suo articolato parere, facendo ovviamente la tara allo spirito di lusinga che la informa. Non riporterò qui qualcuna di quelle belle analisi perché non voglio tentare troppo il potenziale acquirente, anzi lo avverto subito che se l'acquisto poi non piace io non do rimborsi: lo si rifili come "regalo" a qualcun altro, come faccio io quando compero qualcosa di "così così".





